L'Editoriale di Claudio Sgarbi

Come un nonno

Parafrasando una canzone di Bertoli “E adesso non so più che cosa fare, non ho ordini precisi di lavoro” …ora che  finalmente è giunto il momento di “staccare” e affidare ad altri quella che, a torto o a ragione, ho sempre considerato come una mia creatura, mi trovo come intrappolato con un piede nel passato e uno nel futuro.

Non voglio fare l’errore che fanno tanti, troppi genitori che, per troppo amore,  non vogliono lasciare andare i figli e continuano a condividere una vita che non è la loro, anche se loro stessi l’hanno creata.

Uno degli obiettivi che mi ero prefissato, negli ultimi anni, era quello di garantire la sopravvivenza societaria anche dopo la mia uscita di scena: so che suona quasi come una smargiassata, quasi una sovra valutazione narcisistica del proprio ego, ma la realtà dei fatti mi induceva a considerazioni pessimistiche determinate innanzitutto da croniche difficoltà economiche che, purtroppo, fanno parte integrante della vita societaria di tutte le associazioni sportive basate fondamentalmente sul volontariato e poi, soprattutto, dal fatto che non riuscivo a trovare persone disponibili ad assumersi il carico di un passaggio di consegne senz'altro impegnativo ed oneroso.

Tre mesi fa, finalmente uno spiraglio di luce, un gruppo di genitori disponibili a mettersi in gioco e ad assumersi la responsabilità del passaggio di consegne; finalmente potevo concretizzare l’obiettivo di uscire dalla gestione societaria senza comprometterne l’esistenza e fu così che nell'Assemblea soci di Settembre, nacque il nuovo Consiglio Direttivo, un gruppo di persone animate dal sacro fuoco della passione, a cui feci la promessa di accompagnarli passo dopo passo nel cambio di gestione per aiutarli nella comprensione dei meccanismi e delle prassi federali, istituzionali e gestionali.

Questo essenzialmente è il motivo per cui continuate a vedermi al PalaMolza come sempre, come se non fosse cambiato niente.

In realtà è cambiato tanto, dall'organizzazione della Segreteria alla conduzione societaria.  La mia è però solo una funzione di Tutor provvisorio o se preferite di consulente al quale rivolgersi negli inevitabili momenti del bisogno determinati dal passaggio di consegne.

Devo dare atto al nuovo Consiglio di avere fatto progressi enormi nel processo di acquisizione di autonomia operativa tanto che ritengo ormai in via di esaurimento la mia funzione tutorial.

Ho un debito di riconoscenza nei confronti dei nuovi dirigenti perché mi hanno consentito un ritorno alla vita normale: sono rinato nel momento del pensionamento, ed è proprio per ripagare questo ritorno alla vita civile che mi sono messo a disposizione.

Finalmente alleggerito dal gravame dello stress e degli impegni ho addirittura ritrovato il tempo per ritornare in campo a fare qualche sostituzione e a divertirmi coi più piccoli e questo passaggio al disimpegno di responsabilità mi ha consentito di rigenerare quella passione che ultimamente era stata soffocata dalle tante beghe societarie che già da ora mi appaiono lontane anni luce: mi è bastato fare qualche allenamento coi piccoli per rigenerare l’antica passione per questo sport.

Ho visto e continuo a vedere con quale impegno e passione i nuovi dirigenti si stanno impegnando non solo per la sopravvivenza societaria , ma per renderla anche migliore, più competitiva, più inclusiva, più sostenibile.

I problemi non sono cambiati, sono sempre gli stessi…problemi di campo e di squadre, di affiatamento e di allenatori, di genitori e di condivisione, di finanziamento, ma c’è una maggiore consapevolezza e una maggiore forza di coesione nella capacità di affrontarli da parte di questo gruppo che sta dimostrando energia, decisione, freschezza, passione, unitamente a competenze, impegno e responsabilità: la Scuola Pallamano Modena è in buone mani.

Tutto  questo mi rende felice ed orgoglioso perché finalmente è stato sistemato anche il tassello che mancava nella composizione del puzzle societario, quello organizzativo economico che non è mai stato il mio forte, anzi!

A mia discolpa posso solo dire che la gestione di una società sportiva deve necessariamente essere un lavoro di squadra e nei miei anni, senz'altro per limiti miei, non sono mai riuscito ad avere una squadra come questa a sostegno della tanta fatica e delle tante preoccupazioni che ho dovuto attraversare quasi sempre da solo.

Ora la squadra c’è, sta crescendo e ha già dimostrato di saper lavorare bene.

Possiamo senz'altro contare sulla continuità della Scuola Pallamano Modena, la Società continuerà ad esistere e a migliorare perché è in buone mani, persone che hanno idee nuove, personalità e competenze da spendere per un futuro sempre migliore e che continuano sulla falsariga di quella stessa etica societaria che è stata un punto di riferimento costante negli anni.

Come buona uscita, ho chiesto un unico privilegio al nuovo Consiglio, quello di poter continuare in questa stagione ad essere ospitato sulle pagine del sito web, nella zona “editoriali di Claudio Sgarbi”; un po’ perché una delle mie passioni è sempre stata la scrittura, ed ho probabilmente metabolizzato il narcisismo tipico degli scrittori che tali non sono, ma ambiscono ad esserlo, e un po’ per poter ancora esprimere i miei pensieri nella pagina web societaria con la speranza di mantenere aperto un canale comunicativo in cui esprimere liberamente i miei pensieri e le mie riflessioni, come un nonno che continua a raccontare storie ai nipoti e si rispecchia nello sguardo e negli occhi di chi ascolta perpetuarsi la favola della pallamano a Modena…"c’era una volta…"

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