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10 Ottobre 2026

Se ne è andato uno di noi

A volte li rivedi

2008

 

La vita continua, onda su onda: 

Era solo ieri quando stavo ricordando con uno dei miei ex studenti i leggendari tempi in cui, con la scuola, giravamo per l’Italia facendo man bassa di titoli e campionati nell’ambito dei Campionati Studenteschi Nazionali.

Il ciclo della vita aveva riportato Puviani, così si chiama il mio ex allievo, nei pressi del PalaMolza per avviare anche suo figlio ai primi passi nel percorso dell’iniziazione sportiva.

Un’occasione da non perdere per rinvangare i vecchi tempi e per spremere dalla memoria del mio ex studente episodi e momenti di un tempo fertile di ricordi fioriti nel campo delle comuni esperienze.

Sono passati quasi 20 anni da allora e ci chiedevamo a vicenda notizie sull’uno o sull’altro dei comuni compagni che salirono sull’autobus di quell’avventura;

che fine ha fatto Raschi?

Hai rivisto Padovani?...e Ori?

Sai cosa sta facendo Losi?...e Bortolotti…hai sentito che si è dato all’ippica?

No , veramente mi sembra che si sia dato alla politica.

Dalla memoria di entrambi sbocciava quell’irripetibile periodo in cui iniziammo, con il gruppo sportivo scolastico, un percorso indimenticabile di vissuto sportivo e facevamo riaffiorare il ricordo di quei nomi , di quei ragazzi che avevano condiviso gioiosamente con noi quegli anni, Bigi, Malagoli, Adami, Cocchi, Raschi, Ori, Losi, Maffei Bortolotti, Sighinolfi e tutti gli altri e si rievocavano vecchie partite, aneddoti e leggende, gli albori e la genesi di quell’indimenticabile gruppo di ragazzi che metteva in campo studenti-giocatori polivalenti provenienti un po’ da tutti gli sport e di come era bello e divertente plasmare le diverse abilità motorie acquisendole e forgiandole ad uso e consumo della strategia di gioco della squadra: Sighinolfi, campione in erba del salto in lungo che veniva riadattato nel ruolo di ala contropiedista, Maffei, pivot di Basket, che si metteva al servizio della squadra nell’identico ruolo, Panzavolta, rugbista promettente che veniva utilizzato come pilone centrale in difesa e così via per tanti altri, momentaneamente prestati dagli altri sport e riconvertiti e riadattati al gioco della pallamano.

Un ora intensa e divertente, un break dalla routine di lavoro della palestra e una finestra aperta da cui è entrata un po’ di aria fresca.

La mattina dopo vado in banca per le solite operazioni connesse alla gestione di una società sportiva…tassa gara per la prossima partita, ….bonifico per iscrizione a un torneo eccetera…eccetera.

Sono in fila ad attendere il mio turno per andare in cassa, il mio sguardo scivola distaccato sui presenti, si sofferma un attimo, come sempre sulla bella e simpatica Silvia, quando improvvisamente viene agganciato dallo sguardo di un omone grande e grosso che mi ricorda qualcuno, ma che non riesco bene ad inquadrare nel casellario della mia memoria…anche lui mi sta guardando e probabilmente ci stiamo facendo la stessa domanda “ dove ci siamo già visti?”

E’ lui il primo a rompere gli indugi e a sussurrare “Prof. Sgarbi??”

E’ sufficiente quel Proff., messo davanti al nome, per illuminare la mia memoria come un faro acceso proprio su quegli stessi ricordi che solo ieri condividevo con Puviani.

L’omone grande e grosso è Maffei, uno della banda dei miei campioni, quello che avevamo convertito dalla pallacanestro alla pallamano.

Maffei??Non ci posso credere!

Esco dalla fila per salutarlo e faccio per dargli la mano, ma lui la ignora e mi stritola in un abbraccio che dice tutto e di fronte ai compassati impiegati diamo inizio alla inevitabile riedizioni dei ricordi più belli e all’autoaggiornamento reciproco delle nostre situazioni di vita…anche i clienti sembrano uscire dalla loro indifferenza e sembrano più interessati alla partecipazione delle nostre memorie che al conto corrente.

Alla fine ci salutiamo, Maffei se ne va con la promessa di venirmi a trovare in palestra e quando finalmente arrivo allo sportello bancario, il cassiere mi guarda sorridendo e mi dice:

“complimenti… se io dovessi incontrare uno dei miei vecchi proff., probabilmente lo insulterei invece di abbracciarlo”.

Rimango interdetto, non so cosa dire, se non un banale aforisma “nella vita ti ritorna indietro solo quello che dai”.

Alla fine delle varie operazioni bancarie mi giunge una voce   larga e spessa come le tagliatelle della mia mamma, strascicata da un accento padano inconfondibile che basta da sola a farmi capire a chi appartiene, mi giro a destra e vedo salire dalle scale la sagoma dinoccolata di Losi, il portierone di quella che fu più una banda che una squadra, un altro di quelli di cui parlavo solo la sera prima con Puviani…non ci posso credere!

Quasi 20 anni senza incontrarsi e poi…improvvisamente due in un colpo solo, allo sportello bancario!

Oggi, all’Agenzia 4 della Popolare si riscuotono crediti!

Anche lui mi riconosce subito e scatta un altro abbraccio…e volano di nuovo le ali dei ricordi …e i cassieri sono sempre più perplessi e sorridenti…forse ai loro tempi, hanno frequentato un college svizzero che ha congelato le loro aspettative di vita riconsegnandole solo anni dopo, depauperate da sogni e ambizioni e faticano a rendersi conto che la vita in effetti ogni tanto può contaminarti con la febbre della passione e dei sogni.

Per una volta, esco dalla banca in attivo, sono più i crediti riscossi rispetto ai pagamenti effettuati.

In sintesi una bella mattinata, in cui la nebbia dell’indifferenza è stata squarciata da un raggio di sole che ha di nuovo illuminato un bel campo di ricordi e di fiori.

 

 

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