Cinquantenario

Cinquant’anni , ma ne dimostra 12.

Non stiamo parlando della formula ritrovata dell’eterna giovinezza, ma molto più prosaicamente degli anni di vita raggiunti dalla pallamano modenese.

Fondata nel 1969 e arrivata fra tante peripezie fino ai giorni d’oggi, alternando momenti di gloria e momenti di crisi.

Un’araba fenice che mediamente ogni 15 anni muore e rinasce fortificata dalle proprie ceneri.

Nata nel 1969  da un gruppo eccezionale di pionieri che divennero poi i padri fondatori della pallamano modenese , con quella ormai  storica squadra che per 10 anni si fece onore nel massimo campionato sui campi di tutta Italia .( Aicardi, Bassoli, Cavani C. Cavani I.,  De Sero, Malavasi., Monfredini, Palmieri, Pedrazzi, Sighinolfi. , Sgarbi , Zanfi,).

 

Costretta  solo dalla crisi economica a ripartire dalla serie C negli anni 80; qualche sommovimento tellurico, spinta propulsiva esaurita, qualche scissione, ma la barra del timone è nelle salde mani di quelli che sono ormai diventati ex giocatori  e si improvvisano allenatori e dirigenti.

 

Si  riprende a scalare il vertice delle classifiche fino a pervenire in serie A2 negli anni 90; da qui il periodo di massimo splendore , con la squadra che assume una fisionomia meno naif e più professionale e, anche grazie all’apporto di tecnici e giocatori professionisti, si perviene alla Serie A.

 Una breve pausa con annessa retrocessione e poi di nuovo scalata ambiziosa al vertice della classifica, con Mileta allenatore, che sfocia in una finale scudetto al PalaMolza in cui viene sfiorata la grande impresa.

Ormai il modello societario professionistico è quello adottato in tutta Italia, ma è un modello doppato, non fisiologico perché non sorretto da una reale crescita economica e di interesse ; anche i media rimangono distanti… non c’è trippa per i gatti!

 

Si cerca di compiere un ulteriore balzo in avanti facendo, nel 2002, l’ambiziosa fusione con il Rubiera, ma questo step , anche se all’inizio sembra portare i frutti sperati con la conquista di un titolo nazionale under 19 nel 2003, una coppa Italia nel 2004 e un Handball Trophy nel 2007 , alla fine porta frutti avvelenati destinati a condurre a una definitiva crisi economica e societaria..

 

Nel frattempo , nel 2007,  nasce in sordina , da una costola della società stessa, la Scuola Pallamano Modena con l’obiettivo di valorizzare e dare spazio al movimento giovanile  ormai soffocato da un professionismo pervasivo.

Non cambia la filosofia sportiva , si cerca sempre di perseguire il massimo obiettivo tecnico possibile , ma secondo una logica di sostenibilità economica che può essere perseguita solo  affidandosi ad un nuovo modello societario.

Passo dopo passo la nuova società cresce , scalando le varie classifiche, portandosi in breve tempo di nuovo in serie A2 e soprattutto riportando a Modena un settore giovanile in continua e forte espansione.

Nel frattempo, la Pallamano Secchia nel 2011 chiude definitivamente e si torna alla logica dei due poli contrapposti Modena e Rubiera , di nuovo antagoniste sulle rive opposte del Secchia.

 

La Scuola Pallamano Modena si ritrova così ad essere di nuovo protagonista sul proprio territorio e da questa condizione comincia ad occupare stabilmente la parte alta della classifica di A2 fino a pervenire ad una meritata promozione in serie A .  

 

Il 2017 è però l’anno peggiore per la conquista della serie A perché è previsto, proprio in questa stagione sportiva, il rimodellamento del campionato secondo la formula a girone unico anziché a tre .per cui le squadre destinate alla retrocessione in questa stagione sportiva passano da 2 a 12: una sfida impossibile per  un  Modena, neo promosso,  che non può fare altro che un giro di valzer e  uscire di pista.

 

Ma è un anno che è servito comunque a dare consapevolezza delle potenzialità e a raggiungere lo storico risultato di portare al nastro di partenza la riqualificazione e l’adeguamento del PalaMolza che vedrà l’inizio dei lavori di rifacimento a Giugno 2019: un risultato importante per la società e per la cittadinanza tutta che potrà festeggiare i 50 anni di vita della Pallamano Modena inaugurando finalmente un impianto sportivo dedicato alla pallamano  e alla cittadinanza intera.

 

Il lavoro di promozione sportiva , per il settore giovanile è incessante e continua a portare risultati sia in termini quantitativi che qualitativi:  da quest’anno è presente anche una squadra femminile che consente di allargare l’offerta sportiva a 360 gradi.

Da 10 anni c’è sempre più di una squadra della Scuola Pallamano Modena che arriva  a conquistare l’accesso alle fasi finali nelle varie categorie, segnale oggettivo ed indiscutibile di una realtà che è ormai un riferimento tecnico fisso.

Ciononostante c’è ancora molto lavoro da fare per raggiungere uno standard di affidabilità e continuità che garantisca una progettazione a lungo termine e una stabilità economica.

Abbiamo fatto qualcosa di buono, ma ancora di più ce n’è da fare .

Molte cose di quelle da fare non dipendono direttamente  dalle nostre forze e dalle nostre capacità, ma dal contesto sportivo e sociale nel quale  siamo immersi.

L’elenco sarebbe troppo lungo per cui ci limitiamo a cercare di fare al meglio quello che sappiamo fare, ovvero preparare giovani e squadre che possano competere al meglio nell’ambito sportivo nella speranza che prima o poi si possano migliorare quelle anomalia del sistema sportivo italiano che di fatto creano disparità e disuguaglianze nel sistema di opportunità e di accesso relegando ingiustamente ed immeritatamente alcuni sport nel limbo degli sport minori .

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