Under 17 Maschile

Ci accontentiamo di poco.

Noi ci accontentiamo di poco.

Questa settimana, entrambe le nostre squadre al fronte hanno vinto; la Serie A contro il Parma e l’under 17 contro la coalizione Carpi-Casalgrande.

Vincere una partita ogni tanto in un campionato in cui ci siamo trovati quasi per caso è già un motivo di soddisfazione per i seguenti motivi.

  1. Autostima e consapevolezza di poter giocare alla pari con quasi tutte le squadre iscritte al Campionato di A2.

  La paura era quella di iniziare un’avventura tecnica che andasse  oltre alle nostre capacità, paura di goleade mortificanti che avrebbero minato senz’altro il morale e la coesione del gruppo.

Così non è stato, il bilancio parziale è di 5 partite perse, ma solo una persa in modo netto e indiscutibilmente frutto di una superiorità tecnica altrui. Le altre 4 partite perse sono state perse, come si suol dire, con l’onore di prestazioni equivalenti a quelle degli avversari.

 Due partite vinte invece contro due squadre che diventeranno senz’altro concorrenti per la retrocessione danno fiducia e consapevolezza di poter rimanere in categoria anche per il prossimo anno e questo ci rende felici e fiduciosi.

  1. Il secondo punto che ci rende felici è quello di una ritrovata armonia societaria. Siamo sopravvissuti a una serie di terremoti e tsunami che avrebbero potuto travolgere il fragile tessuto connettivo di una società sportiva dilettantistica basata sul lavoro di pochi e sul volontariato delle persone di buona volontà.

 Il tessuto societario invece si è rinnovato e rafforzato, trovando nuove risorse nell’apporto di un gruppo di volontari che si sta dedicando anima e corpo alla società con evidenti risultati positivi.

Sono finiti i tempi in cui sembrava che tutti scappassero da altre parti seguendo chimere illusorie e abbandonando precipitosamente la nave in balia delle onde del destino e del livore e della malevolenza strumentale.

 Adesso sono tornati i tempi dei ritorni a casa, anche se una casa ancora non c’è.

  1. Dopo tre anni senza sede societaria, senza campo di allenamento e di partita, senza uffici e magazzini, la società continua a sopravvivere e a crescere continuando il doloroso pellegrinaggio sugli impianti sportivi della provincia.
  2. La pandemia ha abbattuto tranquillità e sicurezza, creato incertezze e abbandoni, desertificato le iscrizioni al settore giovanile, ma ciononostante abbiamo centuplicato gli sforzi e nonostante ciò siamo riusciti non solo a sopravvivere, ma addirittura ad essere promossi in serie A2.
  3. Le difficoltà logistiche, pandemiche, societarie hanno creato presupposti per rapporti di collaborazione positivi anziché conflittuali con le altre società sul territorio e questa è un’altra cosa che ci rende felici.
  4. Il settore giovanile, sia maschile che femminile ha trovato nuova linfa nelle programmazioni e negli interventi promozionali sul territorio e nella scuola e già si stanno vedendo i risultati sia in termini numerici che qualitativi  grazia anche al gemellaggio prima con il  Nonantola e poi con il Rubiera.
  5. Permangono parecchie criticità determinate però non dalla nostra volontà, ma dalla complessità di sistema che obbliga a un impiego sempre maggiore di risorse a cominciare dall’impiego di giocatori stranieri o professionisti a cui noi non possiamo accedere per limiti evidenti di budget e di offerta strutturale. In questa criticità abbiamo però la chance di valorizzare ulteriormente i frutti del nostro vivaio e anche questo ci rende felici.
  6. Il vulnus più evidente che continua a minacciare la nostra sopravvivenza rimane comunque la non disponibilità di un impianto adeguato che ci consenta di poterci allenare e di poter disputare le partite in un impianto dedicato alla pallamano senza se e senza ma.

 

Nonostante tutto, non solo ci accontentiamo di poco, ma siamo veramente felici di quel poco che riusciamo ad ottenere perché è tutta farina del nostro sacco; i giocatori sono prodotti in casa, il vivaio viene organizzato e curato in casa, le collaborazioni e i gemellaggi sono organizzate in modo reciprocamente rispettoso e arricchiscono le varie squadre gemellate non solo tecnicamente, ma anche dal punto di vista di una condivisione aperta.

 

Stiamo rinnovando gli allenatori e abbiamo recuperato risorse tecniche in tal senso da parecchi nostri ex giocatori che sono anche genitori; tutto questo consolida e crea valore aggiunto.

La nostra filosofia societaria ha sempre aderito al vecchio motto di non fare mai il passo più lungo della gamba e di fare quei campionati che erano fattibili e sostenibili in base alla qualità dei giovani che riuscivamo ad esprimere tramite il settore giovanile ed è proprio per questo che siamo contenti, perché i nostri giovani stanno reggendo il confronto a livello nazionale con squadre strutturate e organizzate che possono vantare ben altri budget e stranieri a volontà ; noi ci accontentiamo di stare in campo a testa alta in ciascuna partita e ogni tanto di vincerne qualcuna.