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19 Novembre 2018

La sofferenza del Derby

Derby del Secchia di sabato 17 Novembre; Modena e Rubiera.

Tante le motivazioni e gli spunti di discussione del pre partita, a cominciare dal cambio di casacca di ben 4 giocatori modenesi che in questa stagione hanno passato il Secchia per indossare la maglia del Rubiera,  a continuare con l’avvio di campionato che ha visto subito il Rubiera brillante protagonista nella parte alta del tabellone e il Modena scivolare invece verso il fondo classifica quasi soffocato dalle proprie difficoltà di amalgama,alla ricerca del gioco perduto.

A ciò si aggiunga la storica rivalità fra le due società, la contrapposizione  fra  giocatori ex compagni di gioco, fra gli stessi tifosi delle due squadre e si otterrà un mix ad alto potenziale adrenalinico che potrebbe dar fuoco in ciascun momento a una partita che non è mai stata come tutte le altre, una partita che va oltre le valutazioni tecniche per coinvolgere l’anima profonda di ciascuno dei protagonisti.

Il Modena, però, aveva già dato un segnale del proprio ritorno alla ribalta sportiva conquistando un pareggio in casa della capolista Parma al termine di una partita dominata sul piano del gioco e pareggiata solo in extremis dal Parma.

Le avvisaglie quindi c’erano già state, la squadra aveva battuto un colpo forte e chiaro, si trattava solo di vedere se si fosse trattato di un singolo episodio frutto di una giornata magica o se viceversa ci si trovava di fronte ad una rinascita della squadra gialloblu e per quanto ci riguarda questo era il tema principale della partita…la conferma di un gioco e di una squadra ritrovata per dare una svolta ad una stagione già dichiarata negli obiettivi programmatici come una stagione di passaggio e crescita.

Detto ciò si sapeva che sarebbe stata una partita in cui ciascuno avrebbe impegnato tutta l’anima e di più, ma coscienti che tutto ciò avrebbe potuto non essere abbastanza…e nel  chiuso protetto dello spogliatoio, piano piano è scivolata via l’incertezza ipnotica ed ansiogena del pre-partita e ci si è guardati tutti negli occhi coscienti di dover affrontare la lotta, di dover condividere il sacrificio, l’amarezza e la durezza di un confronto che sai già che sarà aspro; ma sarebbe come volersi rifugiarsi in una bolla di sapone.

Sai che il confronto non potrà essere evitato:  la sofferenza non si può evitare, si può solo affrontare.

Ci sono momenti agonistici che vanno oltre il paradigma dei valori tecnici, in cui bisogna fare un mutuo sul proprio futuro e sul proprio spessore atletico e umano, sono partite particolari in cui entrano in campo fattori di difficile definizione che non possono essere racchiusi nella classica fenomenologia del campanilismo e della tradizione, sono quelle partite in cui anche il pubblico si ritaglia un ruolo di protagonista, quegli incontri in cui si fronteggiano rivalità nuove e antiche, non solo  quelle dei giocatori in campo, ma anche di tutti coloro che sono sugli spalti; ruggini sedimentate negli anni, malumori sopiti a malapena e riaccesi all’improvviso dal gossip dello spogliatoio, triangolazioni di voci e sussurri riportati che esplodono alla vigilia del confronto sportivo.

Nel solco della tradizione di Don Camillo e Peppone, uno di quei duelli perpetui che chiamano a raccolta i fedeli  più che i tifosi, di uno schieramento e dell’altro.

 Così è ogni volta che va in scena il derby  di Pallamano, Modena- Rubiera.

Né la logica né la speculazione metafisica, troveranno mai il filo conduttore per dipanare quella matassa e quel groviglio di emozioni racchiuse in questo derby.

Ed è per questo che alla vigilia di questa partita molti preferirebbero  essere altrove…per non soffrire, per non farsi sopraffare da emozioni che travalicano la ragione…e allora di nuovo ci si rifugia nell’oasi salvifica dello spogliatoio, si cerca rifugio e conforto negli amici di fianco, nella squadra che traduce tutte queste  ansie e preoccupazioni in malta che cementifica , in energia vitale e dinamica.

Poi l’arbitro fischierà l’inizio della partita , la bolla emozionale del pre-partita svanirà e si comincerà a giocare; questa è la magia dello sport.

La nebulosità del pensiero filosofico si dissolve per lasciare spazio alla consapevolezza del confronto sportivo, cessano le esitazioni, le ansie e le paure e scendono in campo le emozioni vere, quelle della partita giocata e ogni volta è una partita diversa e allo stesso tempo uguale a quella di sempre…girandola altalenante di emozioni forti, gioia e sconforto, entusiasmo e disperazione…e alla fine una squadra vince e una perde…è sempre così!

Per qualcuno sarà un istante di pura felicità, un soffio di vento sulla schiuma dell’onda, un balenio emozionale destinato alla scomparsa in un battito d’ali., un attimo senza domani che verrà affidato alla memoria e al ricordo.

Sia chi ha vinto sia chi ha perso, domani sarà di nuovo al lavoro alla ricerca di un altro momento di felicità..l’onda del successo non ha futuro, ogni attimo nasce un’onda nuova e bisogna essere pronti a cavalcarla.

Ma veniamo alla cronaca della partita di cui abbiamo già dato rapido conto nel post precedente e del quale ci scusiamo per alcune inesattezze e refusi ortografici determinati dalla fretta e dall’adrenalina non ancora evaporata.

Pronti via ed è subito Pieracci che da fuoco alle polveri con due gol che danno subito un segnale di buona salute a cui replicano subito Bortolotti e Boni nel segno degli ex, dopodiché inizia un lungo braccio di ferro , punto su punto che porta le squadre al riposo sul punteggio di 14 pari.

La partita è bella e corretta, il Modena tiene bene il campo di fronte a un buon Rubiera che legittima la sua posizione in classifica con un gioco ben organizzato e a tratti brillante, ma la partita viaggia sostanzialmente sui binari dell’equilibrio.

Nel secondo tempo , dopo un inizio sulla falsariga del primo , il Modena effettua un cambio attacco / difesa con Piccinini che si alterna a Barbieri.

La mossa può apparire azzardata, ma Piccinini dimostra di essere in serata positiva trafiggendo il portiere avversario con tiri da fuori a ripetizione e fornendo una soluzione alternativa agli attacchi gialloblu e risultando probabilmente l’arma vincente dell’incontro.

Da questo momento il Modena mette stabilmente la testa avanti nella conduzione della partita, riesce anche a superare indenne l’unico momento in cui il Rubiera potrebbe approfittare del doppio uomo in più e grazie anche alla prestazione super di Alpi Marco ( 5 su 6 dall’ala) e alle parate di Meletti e Resci  mantiene inalterato il proprio tesoretto che va ad incrementare nel finale di partita di fronte al proprio pubblico che può finalmente gustare la prima vittoria  modenese al PalaMolza.

Una vittoria che naturalmente carica a mille l’ambiente gialloblu, non solo per la fisiologica euforia della vittoria , ma anche per la conferma di tutte quelle scelte difficili che sono state effettuate in questa stagione sportiva che vanno a premiare un lavoro di sacrificio che ha dovuto confrontarsi tante volte con incomprensioni e ostacoli vari.

Malgrado la consapevolezza che qualcosa è cambiato, bisognerà cercare di rimanere coi piedi per terra.

Non è certo il momento di montarsi la testa e di ipotizzare chissà quali roboanti rimonte…solo perchè è arrivata una vittoria tanto attesa e sospirata, si continuerà con la politica del lavoro e del sacrificio cercando  di arrivare al termine del girone di andata rosicchiando qualche punticino quando e dove sarà possibile mantenendo inalterato l’obiettivo primario che come sempre  dichiarato è quello della valorizzazione tecnica del patrimonio giovanile.  

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