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17 Dicembre 2018

Editoriale di Natale

Siamo, ormai da tempo, immersi in una cultura di superficie, un’epoca in cui il senso non sta più nella profondità delle cose, ma sulla cresta delle onde che vanno e vengono.

Guardiamo alla destinazione senza essere più in grado di apprezzare il valore del cammino. Siamo alla costante ricerca di scorciatoie di comodo, e andiamo  così ad alimentare un senso di pigrizia e presunzione, che ci allontana dal sentiero del tempo e dell’umiltà. È tutto così istantaneo che quel processo lungo e faticoso , di approfondimento ed elaborazione del pensiero, si è ormai sfarinato per esaurirsi sul click della condivisione virtuale.

 E quest’ansia di raggiungere la meta, rimanendo comodamente seduti , senza fatica alcuna, è il primo impulso verso una deriva di cattiveria e di odio che si respira nel mondo che viviamo. È l’origine della crisi del dialogo, dell’empatia e della comprensione reciproca. Non sappiamo più ascoltare. O meglio, vogliamo ascoltare solo la conclusione che corrisponde al nostro modo di pensare.

"Nell’era dell’iper-connessione, la nostra capacità di attenzione è infatti diminuita drammaticamente. Di riflesso la capacità di concentrazione nella lettura e nell’ascolto si è ridotta ad articoli o chat della lunghezza di un tweet. Stiamo diventando sempre più solisti e superficiali non solo nelle relazioni, ma anche nel dialogare. E, così presi dall’affermazione di noi stessi, non siamo più in grado di valorizzare le diversità che ci contraddistinguono. La reazione all’incapacità di ascolto e dialogo, trova quindi sfogo nel rumore. Un chiasso fatto di urla e toni fuori luogo che rischiano di compromettere la stabilità e gli equilibri della società in cui viviamo".

Ieri sera invece è avvenuto il miracolo alla cena sociale della Pallamano Modena; è stato restituito alla parola “Condividere” il suo significato proprio, è stato un momento di empatia e di gioia, un semplice ritrovarsi per stare insieme e fare due chiacchiere fuori dal solito contesto e dal perimetro ristretto  della pallamano…” la porchetta ci ha uniti” nella condivisione non superficiale, ma profonda di quei valori che ci hanno fatti ritrovare sullo stesso percorso valoriale. La semplicità e l’umiltà, la fatica e la gioia delle piccole cose, il senso del dovere e il sacrificio, la disciplina non formale, ma sostanziale.

Una serata bellissima, trascorsa semplicemente , senza discorsi o proclami, ma con la condivisione di sorrisi autentici a testimonianza del piacere di stare insieme, la gioia di vedere tante generazioni di ragazzi vecchi e nuovi scorazzare per il campo ,una tigella , una fetta di porchetta, e poi subito a fare due tiri…e i genitori , vecchi e nuovi , una volta tanto, invece di fare il tifo per i propri figli , seduti  comodamente a tavola a ridere e a chiacchierare fra un bicchiere di lambrusco e una fetta di torta …e quasi a suggellare questa armonia di intenti…la prima neve dell’anno che cadeva fuori come se volesse benedire l’ultima stagione del vecchio e glorioso PalaMolza ormai destinato alla riqualificazione.

Una serata che è stata il frutto di una compartecipazione organizzativa, di una fatica ritagliata fra un impegno e l’altro, di una partecipazione a cui tutti hanno contribuito, anche con la sola presenza: una disponibilità e una generosità che hanno riscaldato l’ambiente in modo autonomo.

Non ho parole adeguate per ringraziare l’altruismo e la generosità di tutti coloro che si sono prestati alla buona riuscita della serata e vedere i tanti genitori che , alle 11 di una domenica sera , quasi di vigilia natalizia, si sono soffermati a ripulire il PalaMolza, a rimettere tutto in ordine, a portare via i sacchi di pattume è stata una cosa che oltre a riscaldarmi il cuore, mi ha riappacificato con un mondo che apparentemente sta andando alla deriva.

"È urgente cambiare l’utilizzo che facciamo della parola, degli occhi e delle nostre orecchie. Dobbiamo abbandonare lo scontro e riscoprire il valore del confronto, per osservare, ascoltare e se saremo in grado di iniziare con pazienza ed umiltà questo cammino, ritroveremo quel senso di equilibrio e serenità essenziali per convivere insieme in armonia. È un percorso lungo e faticoso. Richiede tempo. Non esistono scorciatoie. Saremo capaci di intraprenderlo?".

P.s. Per la cronaca sportiva: le giovanili impegnate nella giornata di domenica , pur facendo abbastanza schifo sul piano del gioco, (probabilmente il bioritmo della domenica mattina non è il massimo per gli impegni agonistici) hanno portato a casa risultati positivi, l'under 15 ha vinto agevolmente contro il Parma, l'under 19 è uscita indenne dal derby a Rubiera portando a casa un pareggio utile per la classifica, l'under 13 ha vinto in scioltezza contro il 2Agosto di Bologna e la neonata squadra femminile ha portato a casa la prima vittoria fra l'entusiasmo di allenatori e genitori.

 

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