Torneo di Casalgrande

Si potrebbe dire buona la prima......peccato che la prima coincida anche con l'ultima!

Spieghiamo l'arcano. La squadra che ha partecipato al Torneo di Casalgrande era il frutto del gemellaggio fra le due società di Modena e Rubiera: due società che, da anni, anche se sulle sponde contrapposte del Secchia, lavorano virtuosamente sui propri settori giovanili.

Complici i problemi pandemici del Covid 19 in questa stagione le due società,storiche rivali, avevano deciso di intraprendere un percorso di solidarietà per cercare di affrontare i tanti problemi lasciati in eredità dalla falcidia Covid. Il primo approccio e le prime sensazioni erano state ottime, disponibilità, generosità, integrazione, entusiasmo hanno costituito da subito il carburante che ha dato spinta al progetto.

Peccato perchè quello che non potè il Covid 19 , potè  il Consiglio Federale con l'inserimento di una regola di cui ancora oggi non riusciamo a capire il senso o a cui dare un minimo di legittimazione tecnica. L'introduzione di tale regola, interpretata secondo noi in modo riduttivo e penalizzante, impedisce ai ragazzi under 15 di poter giocare coi rispettivi compagni dell'under 17. Ne prendiamo atto, il regolamento va rispettato e pertanto siamo costretti a sciogliere il gemellaggio.

Tanto per dare un idea di cosa stiamo parlando, se guardate la foto della squadra che, con entusiasmo e passione, si è confrontata con le altre formazioni regionali a Caslgrande domenica 3 Ottobre potrete notare che 5 giocatori su 12 in quella foto appartengono alle rispettive under 15 societarie; in base al regolamento del gemmellaggio tali giocatori se giocano con l'under 17 gemmellata non possono poi rientrare nei loro rispettivi campionati di categoria under 15...un ossimoro da qualunque parte lo si guardi, una aberrazione cervellotica che, a nostro avviso,  non trova giustificazione alcuna nè applicazione in nessun sport.. Ciò nonostante, bisogna rispettare il regolamento e l'unica scelta che potevamo effettuare era quella di abbandonare i piccoli dell'under 15 al loro destino o rinuciare al gemmellaggio  e andare in campo con squadre U.17 sempre un pò limitate nelle loro possibilità tecniche.

In base a quella che riteniamo essere la nostra mission e per rispetto a quei valori che professiamo non solo a parole ma anche nei fatti abbiamo di comune accordo deciso di abbandonare l'esperienza del gemellaggio per consentire ai più piccoli piena libertà di crescita tecnica e sportiva.

Purtroppo dobbiamo insistere su quella che riteniamo essere una scelta sbagliata che avevamo già segnalato da mesi nelle opportune sedi con la speranza di un ravvedimento determinato dalla semplice conoscenza del problema creato e dall'uso del semplice buon senso; così non è stato e non possiamo fare altro che prenderne atto.

Già avevamo fatto fatica a metabolizzare il primo intervento a gamba tesa in cui si vietava la forma della collaborazione tramite gemellaggio alle società di pari livello.Eravamo reduci dall'esperienza di gemmellaggio con la Società Nonantola che aveva portato ottimi risultati e consentito la soppravvivenza dei nostri settori giovanili grazie al clima di solidarietà e a un percorso virtuoso intrapreso dalle due società. Di fatto viene ribadito che non conviene investire forze e competenze in modo trasparente e corretto sul campo giovanile, si fa molto meglio ad aspettare la crescita ai margini del campo per poi intervenire di notte a raccogliere di nascosto.

Dispiace dover prendere atto che la Federazione, nella complessità e nella difficoltà delle tante cose da gestire, continui a rimanere indifferente ed insensibile a tale problematica.

 

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